Più che di manifestazione di amicizia sarebbe doveroso parlare di atto di sudditanza. Il discorso tenuto da Berlusconi nel parlamento israeliano, nel corso del quale il premier ha definito Israele un "esempio di democrazia" nonchè "avamposto della cultura europea ed occidentale", auspicandone in definitiva l'entrata a pieno titolo nell'Unione Europea, risponde ad una logica ben precisa. Quella di asservire l'Italia ai voleri dei poteri forti, delle banche, del mondialismo, di chi usa l'arma della forza per imporre i propri deliri di onnipotenza: Stati Uniti ed Israele, per l'appunto. E i civili palestinesi trucidati? E il muro in Cisgiordania? Ed il possesso delle bombe atomiche? Silenzio. Forse è il prezzo da pagare per le leggi razziali. Solo che adesso gli "schiavi" siamo noi.
Totò Cuffaro, presidente della regione Sicilia dal 2001 al 2008, é stato condannato a sette anni di reclusione per favoreggiamento a Cosa Nostra, nell'ambito del processo legato alla vicenda delle "talpe" presenti nella Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Questa la sentenza di secondo grado emanata dalla Corte d'Appello. Ma il riferimento al film di Camillo Mastrocinque del 1956 non é puramente casuale: dopo aver proclamato la propria innocenza, ed essersi dimesso da qualsiasi ruolo all'interno del proprio partito (l'UDC, per chi non lo sapesse...), Totò ha pensato bene di conservare la propria poltrona nell'aula del Senato. Del resto, sarebbe stato difficile immaginarsi un atteggiamento diverso da parte di chi ha denunciato oltre 5000 utenti di Youtube, rei di aver commentato un video nel quale egli attaccava magistrati e giornalisti, colpevoli per "la volgare aggressione alla migliore dirigenza che la Democrazia Cristiana abbia avuto in Sicilia". Nel frattempo, quel video lo pubblichiamo pure noi: ognuno così potrà trarre le proprie riflessioni. In attesa di essere tutti querelati...
Il lancio di un web forum per la città, la creazione di un giornalino d'opinione "controcorrente", iniziative di carattere sociale e culturale: sono solo alcuni dei nuovi progetti di Quota205 per l'anno 2010. "Abbiamo da poco compiuto il primo anno di vita - spiega Marco Privitera, portavoce e co-fondatore del movimento - ma stiamo ottenendo dei riscontri superiori alle nostre stesse aspettative. Dopo la manifestazione in difesa del diritto al lavoro, intendiamo continuare a fare sentire la nostra voce in difesa della comunità cittadina e soprattutto dei giovani. A tal proposito, il forum sul nostro sito intende diventare un luogo di confronto e dibattito aperto a tutti, anche al fine di sottolineare emergenze di vario tipo, quali la mancanza di spazi sociali, il caro-affitti ed il precariato. Noi preferiamo occuparci di questioni serie - prosegue Privitera - e soprattutto sottolineamo di essere un'organizzazione assolutamente indipendente ed apartitica: la libertà d'azione non ha prezzo".
Clandestini in rivolta a Rosarno: non semplice casualità
La guerriglia urbana scatenata a Rosarno, nel cuore della Calabria, da centinaia di lavoratori extracomunitari, gran parte dei quali clandestini, non può e non va inquadrata come un episodio frutto della semplice casualità. Le auto incendiate, le vetrine distrutte, le aggressioni ed i tentativi di irruzione nelle abitazioni degli italiani, riportano alla mente le immagini di quanto accaduto due anni orsono a Milano, in occasione della rivolta della comunità cinese in via Paolo Sarpi. In comune, ad accendere la miccia, due episodi apparentemente aventi poco o nulla a che fare con il "razzismo" (una multa dei vigili urbani a Milano ed un colpo d'arma ad aria compressa, sparato forse da un gruppo di ragazzini, in Calabria), ma in grado di sottolineare un esplosivo clima di crescente tensione sociale, provocato da svariati fattori. Dai diktat del mercato globale, che nel suo tentativo mascherato di omologare popoli e culture, crea moderne forme di schiavitù. Dalla latenza dello Stato che, specialmente nel Meridione, "autorizza" zone franche lasciate in mano a mafia e cosche locali, capaci di attuare un indiscriminato sfruttamento della manodopera. Dalla folle politica liberista dell'accoglienza che ha portato, in alcune aree, gli italiani a sentirsi "stranieri a casa propria". I risultati sono ora sotto gli occhi di tutti. Fino a quando anche i giovani ed i lavoratori di casa nostra decideranno di dire basta a simili scenari. Per garantire i propri diritti. Tutelare il proprio futuro. E creare giustizia.
Quaderni, colla, penne e pastelli. Questo e altro materiale scolastico e' il frutto della raccolta fondi promossa nelle scorse settimane a Taormina dall'associazione culturale Quota205. Materiale che e' stato consegnato nelle mani del vice-preside della Scuola Media "F. Giacobbe" dell'Istituto Comprensivo di Scaletta Zanclea, comune duramente colpito dall'alluvione dello scorso ottobre. "Abbiamo pensato di regalare, tramite questo piccolo gesto, un aiuto concreto a dei bambini che hanno vissuto un'esperienza terribile" - ha dichiarato il presidente di Quota205, Giovanni Raccuia - "anche se il merito principale va sicuramente attribuito alla generosita' mostrata dai taorminesi, che non hanno dimenticato una tragedia gia' apparentemente messa in archivio da mass media ed istituzioni".