Alla faccia della "bomboniera"! |
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Quando l'informazione si trasforma in propaganda. Volta a condizionare idee e pensieri, al fine di mascherare agli occhi di quella parte di opinione pubblica meno attenta fatti e circostanze che altrimenti risulterebbero "scomodi", rispetto ai predominanti interessi economici e politici. Succede nell'ambito delle maggiori "sfere" di potere istituzionali, figuriamoci se non possa accadere a Taormina. Dove il progetto di costruzione di un porto turistico, capace di alterare irrimediabilmente l'eco-sistema di una delle zone più ammirate e celebri di Taormina, la baia di Villagonia, viene spacciato come "soluzione e rimedio irrinunciabile" alla locale crisi economico-turistica. Nell'illusione che il cosiddetto turismo nautico possa davvero rappresentare un toccasana per l'economia locale? O piuttosto perchè dietro tale progetto si cela un tentativo di speculazione messo in atto da chi vorrebbe riempire la zona di altri edifici residenziali e alberghieri? Adesso però, fate attenzione, il messaggio che si tenta di trasmettere è quello del cosiddetto "porto bomboniera": pochi posti barca, struttura eco-sostenibile e tante altre belle parole utili solo a pulirsi la coscienza. Ma eccoli i dati reali del nuovo progetto: parliamo di una struttura che dovrebbe estendersi per 1 km (un chilometro!) di ampiezza, dal torrente Sirina sino ad oltre la stazione ferroviaria, ospitando 308 posti barca per una superficie totale occupata di 204225 mq, pari a circa trenta campi da calcio! Alla faccia della "bomboniera"! In fin dei conti, di fronte ad una prospettiva simile, non resta che un'amara riflessione: se il problema a Taormina è quello di "trovare un posto dove fare parcheggiare il mega-yacht di Valentino", allora siamo proprio messi male.
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