Gabbie salariali? Sud imprigionato! |
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Dopo quarant'anni, in Italia si torna a parlare di gabbie salariali. La "brillante" proposta, avanzata alcuni giorni fa dal ministro leghista Calderoli, ha ora ricevuto il placet anche da parte del premier Berlusconi. In pratica, con la reintroduzione di questo strumento economico, i salari verrebbero differenziati in base al costo medio della vita presente nelle varie regioni. Ciò andrebbe a significare che in Sicilia, dove secondo alcune stime esso risulterebbe inferiore rispetto al Nord del 16% circa, gli stipendi verrebbero drasticamente ridimensionati, incidendo negativamente sul potere d'acquisto e peggiorando ulteriormente lo standard di vita della popolazione. Una manovra di un governo ormai divenuto chiaramente "ostaggio" della Lega. Con tanto di strategia del "bastone e della carota", visto il recente via libera dato ai fondi Fas... giusto per tenere a bada l'opinione pubblica ed i fautori di un partito del Sud. Per poi uscire con la sparata delle gabbie salariali. Ma é poi vero che qui la vita costa meno? Qui dove la disoccupazione giovanile supera il 40%, dove la piaga del lavoro sommerso assume proporzioni gigantesche, dove nella maggioranza dei casi solamente un membro della famiglia riesce a portare a casa lo stipendio necessario per sfamare i propri figli? Vogliono reintrodurre le gabbie salariali? E allora che diminuiscano anche le tasse, la benzina, il costo dei beni di prima necessità... anche perchè, oggettivamente, gli stipendi sono generalmente già nettamente inferiori rispetto al Nord. Sempre sperando che i 4,3 mld di fondi Fas destinati alla Sicilia non finiscano nelle tasche della classica triade che da troppo tempo tiene in gabbia questa regione: mala-politica, mafia e massoneria. Perchè sono proprio queste le gabbie dalle quali occorre innanzitutto liberarsi...
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