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Gabriele Sandri ucciso una seconda volta

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In Italia succede anche questo: che un poliziotto veda una rissa tra due gruppi di tifosi, prenda la mira e da cinquanta metri spari verso una delle macchine, uccidendo uno dei suoi occupanti. Omicidio volontario? Ergastolo? Macchè, siamo in Italia, il regno dell'ipocrisia e della giustizia su misura. Omicidio colposo e condanna a sei anni di carcere per l'agente (ma poi li sconterà effettivamente?). Secondo la tesi difensiva, il colpo sarebbe partito accidentalmente, causa una "contrazione involontaria delle dita che hanno finito col premere il grilletto". In Italia, la giustizia funziona a modo suo. Proprio nel giorno in cui a Todi, un pirata della strada rumeno, il quale ubriaco e senza patente aveva investito e ucciso uno scooterista, viene rimesso tranquillamente in libertà a pochi giorni di distanza dall'episodio. Ma si tratta solo di uno dei tanti casi di malagiustizia nostrana. E allora ci chiediamo: quanto vale la vita di una persona? Di sicuro, in Italia, i morti non sono tutti uguali. Ma, in certi casi, neanche gli assassini.
 



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