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E' un mattino del dicembre 2008. In una Taormina che riapre gli occhi in pieno clima natalizio, tra addobbi e luci colorate, il cielo azzurro e la neve che imbianca l'Etna, il mare ed il profumo di zagare, una strana novità attira ed incuriosisce anche i passanti più distratti. Duecentocinque adesivi fanno la propria improvvisa comparsa in città. Una scritta nera su sfondo bianco, a prima vista dal significato incomprensibile: "QUOTA 205". Ecco il nostro biglietto da visita: siamo arrivati. Per colmare un vuoto e costruire un progetto. Fatto di ideali, principi, forza di volontà. Per risvegliare le coscienze dalla mediocrità e riportare giustizia sociale laddove il benessere è spesso solo apparente.
Le reazioni non mancano e sono tra le più disparate: forse si tratta di una nuova linea d'abbigliamento... o potrebbe essere l'annuncio di una nuova tassa comunale? Una cosa è certa: la quota 205 c'è, e non cambierà mai. Basta fare un giro nei pressi di Porta Messina per averne la riprova. Rappresenta il simbolo del legame ad un territorio, di appartenenza ad una terra. L'Appartenenza. Il vincolo con la storia, con l'eredità, con un passato che ha costruito il nostro presente. La Tradizione. Una nuova generazione che guarda verso il futuro, vogliosa di migliorarsi, elevarsi, ricostruirsi. L'Innovazione. Sono settimane di pianificazione e studio, le prime. Tante riunioni e tante spese, per adempiere alle inevitabili e disgraziate formalità burocratiche. Ma intanto, qualcosa sta nascendo, poco alla volta. La prima uscita pubblica, però, è imprevista e sorge per far fronte ad un'emergenza: quella di aiutare la popolazione abruzzese, vittima del terremoto. Quota205 si mobilita organizzando un banchetto di solidarietà, al fine di raccogliere denaro e beni di prima necessità: vestiti, cibo in scatola, coperte. Il tutto viene caricato sui mezzi della Protezione Civile che partono alla volta dell'Abruzzo. Nel frattempo, viene messo on-line il sito internet dell'associazione, www.quota205.net.
Arriva l'estate ed il sodalizio pensa di ricordare le vittime civili dei bombardamenti del 9 luglio 1943 ripristinando una vecchia tradizione ormai in disuso, quella di fare risuonare cento rintocchi di campana dalla Torre dell'Orologio. Uno striscione commemorativo ed una bandiera siciliana campeggiano così in Piazza IX Aprile, durante le celebrazioni del Santo Patrono. Ma è ancora una volta lo spirito di solidarietà a chiamare a raccolta i militanti di Quota205. La provincia di Messina viene duramente colpita da un alluvione e subito viene organizzato un banchetto di raccolta fondi nell'ambito di una manifestazione di solidarietà svoltasi presso la Fondazione Mazzullo. Decine di negozianti aderiscono all'iniziativa mettendo a disposizione i propri locali per promuovere la raccolta delle donazioni: con il ricavato, Quota205 acquista una consistente quantità di materiale scolastico che viene donato all'Istituto Comprensivo di Scaletta Zanclea, tra i paesi più colpiti dalla tragedia.
Ma, intanto, è tempo di muoversi per le battaglie sociali: un'altra stagione turistica volge al termine e come di consueto centinaia di lavoratori vengono lasciati a casa, vittime di un sistema incapace di garantire la tutela dell'occupazione in maniera continuativa. Precariato, disoccupazione, sfuttamento: ora basta! E' questo il tema portante della I° Giornata Taorminese per il Diritto al Lavoro, promossa l'8 novembre 2009 in Piazza IX Aprile. Per la prima volta, decine di giovani taorminesi aderiscono ad un'iniziativa capace di porre alla ribalta una realtà troppo spesso messa a tacere. L'eco dell'iniziativa è enorme e, complici i primi titoli sui giornali, Quota205 inizia ad essere vista non più come una delle tante effimere realtà associative di volta in volta presentatesi sul territorio, ma come un gruppo, un movimento, una realtà solida, concreta ed unica nel suo genere. Unica perchè indipendente, apartitica, capace di fare sentire la propria voce senza scendere a compromessi.
Per il 2010, i progetti sono ambiziosi. Ogni inverno, Taormina si trasforma in una "città fantasma": negozi e ristoranti chiusi, pochi eventi, turisti praticamente assenti. Il risultato? Giovani costretti a trasferirsi altrove per poter lavorare, apatia sociale, futuro a dir poco incerto. E' cosi che, in una mattina come tante altre, il Corso Umberto, la principale strada taorminese, viene simbolicamente chiusa da Quota205: con un nastro segnaletico a Porta Catania ed un eloquente cartello, "Chiuso per ferie". Si scatena il dibattito politico e popolare sull'opportunità di attuare almeno una turnazione delle chiusure delle attività commerciali e favorire una destagionalizzazione dell'offerta turistica, ed ancora una volta l'associazione colpisce nel segno, centrando un problema vivo e unanimemente riconosciuto. A dar voce alle idee ed alle iniziative del gruppo ci pensa poi anche la nascita de "Il Folle", il giornalino ufficiale di Quota205, distribuito gratuitamente, dietro numerose ore di lavoro e liberi auto-finanziamento da parte dei "duecentocinquisti", presso numerose attività commerciali della città. Una voce controcorrente ed alternativa ispirata, nel proprio titolo, al celebre "Elogio della Follia" di Erasmo da Rotterdam, dove si parla di tematiche sociali, storia e cultura, il tutto condito da un pizzico di goliardia. Ma non finisce qui.
Le iniziative si moltiplicano, culminando nella ormai celebre battaglia contro il "caro-prezzi" immobiliare. Una notte di marzo, Taormina viene "tappezzata" di cartelli "Vendesi" e "Affittasi", contenenti ironici pseudo-annunci immobiliari volti a denunciare la folle escalation dei costi degli affitti e del valore degli immobili nella Perla dello Jonio. Un esempio? Sulla porta del Municipio appare il cartello: "Affittasi ampia sala consiliare ad uso abitativo". E ancora: "Catapecchia abusiva di 20 mq per famiglie numerose a 900 euro mensili", oppure "Vendesi seminterrato per lavoratori precari da pagare in 150 anni di comodo mutuo". Nonostante l'iniziativa, tra l'altro oggetto di un servizio sul telegiornale di Tele 90, avesse come scopo quello di sollevare un problema serio che penalizza soprattutto le giovani famiglie taorminesi, a qualcuno la cosa non va giù. Tanto che nel successivo banchetto autorizzato in Piazza IX Aprile, una pattuglia dei vigili viene appositamente inviata a sequestrare lo striscione esposto, consistente in una serie di altri cartelli di surreali vendite. La polemica finisce sulla stampa ma, nonostante generici segnali di sostegno, nei palazzi della politica in pochi sembrano interessati a raccogliere le concrete proposte dell'associazione. Che può contare però, nel contempo, sull'ampio appoggio popolare che sostiene l'iniziativa e alimenta la protesta. Qualcosa si risveglia. Stesso esito per la denuncia fatta in merito alle condizioni di degrado che contraddistinguono il vecchio ospedale di Taormina: sostegno dal popolo ma "occhi bendati" della classe politica, che vedono crescere Quota205 come una forza "scomoda" e "politicamente scorretta". Il relativo video, che denuncia lo stato di abbandono della struttura invocando la creazione di nuovi spazi sociali, è assai emblematico: finisce su Sky Tg24 e poi è oggetto di un ampio servizio del telegiornale di Tirreno Sat.
All'inizio del mese di giugno viene realizzata una conferenza dal titolo "Duecentocinque sguardi verso il futuro": un'occasione nella quale l'associazione espone al pubblico il proprio progetto, un cantiere di idee in movimento che passa dalle battaglie per il diritto al lavoro a quelle contro il caro-affitti, dalle rivendicazioni a tutela delle famiglie taorminesi a quelle contro il degrado e le speculazioni edilizie. Ed è proprio in tale circostanza che viene annunciata una forte mobilitazione contro il progetto di costruzione del porto turistico nella baia di Villagonia, la quale si concretizza in un presidio di protesta svoltosi davanti Palazzo dei Giurati, al quale aderiscono diversi cittadini ed una delegazione della locale sezione di Legambiente. Il mese successivo, Quota205 ricorda nuovamente l'anniversario dei bombardamenti alleati del '43, questa volta con una conferenza svoltasi presso i locali della Fondazione Mazzullo alla quale intervengono autorevoli esponenti storici, scrittori e giornalisti.
Il mese di settembre vede la ripresa delle attività scolastiche, e l'associazione lancia, in collaborazione con lo Spazio Libero Cervantes di Catania, il I° Mercatino del libro usato, consentendo a diversi studenti e famiglie di non rimanere preda della folle escalation del costo dei libri di testo imposta da professori e case editrici. Ma le emergenze sociali continuano ad essere prioritarie, e cosi Quota205 torna in piazza per denunciare come, durante i mesi invernali, decine di giovani taorminesi siano costretti ad emigrare altrove alla ricerca di un impiego. L'iniziativa, denominata "Taormina in inverno? Vacanze forzate!", vede i membri del sodalizio effettuare un banchetto informativo ironicamente muniti di camicie e cappelli in stile hawaiiano, con tanto di catene e palle al piede.
Ma la battaglia è solo all'inizio: il percorso è lungo, il progetto è in decollo, ed il meglio deve ancora arrivare. Perchè noi guardiamo oltre.

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