Non è il tempo per le chiacchere inutili. Non è il momento per le sterili polemiche. Per addossare colpe e responsabilità. Per quello, ci saranno modi e tempi opportuni. Adesso, è il momento per il silenzio. E il rispetto. Per chi è stato scippato della casa, della speranza, della vita. E' il momento di rimboccarsi le maniche, e mettersi al lavoro. Oggi la Sicilia grida di dolore. Ma è un dolore composto e ricco di dignità. La dignità che accompagna i forti. E coloro che lotteranno per riuscire a rialzarsi.
"Matrimonio" gay a Taormina: tanto clamore...per nulla
Telecamere di Canale 5, fotografi della carta stampata, giornalisti in attesa di interviste: Obama è sbarcato a Taormina? Macchè...in realtà, in un noto locale del centro storico, si è svolto un party a dir poco singolare: un "matrimonio" tra omosessuali. Una festa simbolica, evidentemente, con tanto di sfilata sul Corso Umberto, visto che in Italia le leggi vigenti non consentono unioni tra persone dello stesso sesso. Ma con tanto di fedi nuziali benedette, a quanto sembra, da un fantomatico prete...giusto per poter reclamizzare l'evento come "il primo matrimonio gay celebrato in Sicilia". Peccato che tutto ciò lasci una sgradevole sensazione: perchè voler pubblicizzare a ogni costo una festa privata e trasformarla in un evento da dare in pasto ai media (che con questo genere di notizie ci vanno... a nozze)? Purtroppo, le potenti lobbies omosessuali hanno, nel corso degli anni, usato spesso questo tipo di tattica. Tra i caroselli dei gay-pride e lo sfruttamento dei compiacenti canali mediatici, hanno operato con un unico obiettivo: destabilizzare progressivamente l'opinione pubblica nell'intento di scardinare il concetto tradizionale di famiglia, composta da marito, moglie e figli. Dimenticando, però, che esistono dei confini ben precisi e invalicabili: quelli imposti dalla natura. Almeno quelli, fino a prova contraria, nessuno ce li potrà togliere... Ah, dimenticavamo che martedì festeggiamo un compleanno... ovviamente sono già state avvisate TV e giornali. Non mancate vi aspettiamo numerosi!
Vittime di una "missione" senza senso: questo è il primo pensiero alla notizia dei sei parà caduti a Kabul. Caduti per la Patria, certo, ma in un conflitto che non ci appartiene. Un conflitto orchestrato in realtà dai tiranni del "democratico" occidente, al servizio degli Usa, che in nome della PACE invadono e bombardano. Qualcuno dirà che è giusto... perchè è servito a liberare l'Afghanistan e l'Iraq, dai talebani e da Saddam. Ma davvero qualcuno ancora è convinto che i burattinai del sistema agiscano in nome della pace e della democrazia? Ignorando forse l'importanza che assume il possesso del petrolio iracheno, nonchè la possibilità di poter installare le basi militari necessarie a "controllare" l'area mediorientale: Iran, ma anche Pakistan, India, Cina e Russia. Con questo non intendiamo dire che le morti dei nostri soldati siano state inutili. Loro ci credevano, sapevano a cosa sarebbero potuti andare incontro: questo fa parte del loro mestiere. Però non chiamiamola "missione di pace": questa è guerra! Senza dimenticare che in quanto ad essa, l'articolo 11 della costituzione parla chiaro: "L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali..." Il governo italiano deve fare rientrare i nostri soldati in Patria. Il terrorismo va combattuto, ma rispettando identità e cultura dei vari popoli. Onoriamo i nostri Eroi, piangiamo le loro giovani vite, ma gridiamo forte: tutti a casa ora!
Dopo quarant'anni, in Italia si torna a parlare di gabbie salariali. La "brillante" proposta, avanzata alcuni giorni fa dal ministro leghista Calderoli, ha ora ricevuto il placet anche da parte del premier Berlusconi. In pratica, con la reintroduzione di questo strumento economico, i salari verrebbero differenziati in base al costo medio della vita presente nelle varie regioni. Ciò andrebbe a significare che in Sicilia, dove secondo alcune stime esso risulterebbe inferiore rispetto al Nord del 16% circa, gli stipendi verrebbero drasticamente ridimensionati, incidendo negativamente sul potere d'acquisto e peggiorando ulteriormente lo standard di vita della popolazione. Una manovra di un governo ormai divenuto chiaramente "ostaggio" della Lega. Con tanto di strategia del "bastone e della carota", visto il recente via libera dato ai fondi Fas... giusto per tenere a bada l'opinione pubblica ed i fautori di un partito del Sud. Per poi uscire con la sparata delle gabbie salariali. Ma é poi vero che qui la vita costa meno? Qui dove la disoccupazione giovanile supera il 40%, dove la piaga del lavoro sommerso assume proporzioni gigantesche, dove nella maggioranza dei casi solamente un membro della famiglia riesce a portare a casa lo stipendio necessario per sfamare i propri figli? Vogliono reintrodurre le gabbie salariali? E allora che diminuiscano anche le tasse, la benzina, il costo dei beni di prima necessità... anche perchè, oggettivamente, gli stipendi sono generalmente già nettamente inferiori rispetto al Nord. Sempre sperando che i 4,3 mld di fondi Fas destinati alla Sicilia non finiscano nelle tasche della classica triade che da troppo tempo tiene in gabbia questa regione: mala-politica, mafia e massoneria. Perchè sono proprio queste le gabbie dalle quali occorre innanzitutto liberarsi...